“Conciliare?…è un’arte!”

Il tema delicato affrontato in questo documentario è quello della difficoltà per la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro per le donne. Sono le propie donne che parlano su questo importante tema.

Questo documentario sociale è un prodotto Meters 2008 realizzato all’interno del progetto Centro Risorse Donne, POR PUGLIA 2000-2006 mis.3.14 az. e)

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European Conference: “VIEWESS” – Volunteering European Welfare and Social Services-

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La giornata del convegno della European Conference, il 2 e 3 Ottobre 2014 a Torino, è stata molto interessante e ha contribuito ad ampliare la nostra conoscenza delle politiche nel campo del volontariato e dei servizi sociali.  La struttura del convegno praticamente è stata divisa in due parti: una parte per l’incontro dell’Assemblea Generale dei CSV (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) e l’altra dedicata alla discussione in piccoli gruppi di lavoro, sopra 6 topic relazionati con 1) Austerity Measures 2) Welfare and Social Services 3) Civil Society Organisations (CSOs) Questi argomenti sono stato discussi in due sessioni di lavoro alla mattina e al pomeriggio, il secondo giorno del convegno.

All’interno di uno dei questi gruppi di lavoro (Work Life Balance and Social Care) e che possiamo vedere nelle foto, è stato trattato proprio il tema della conciliazione lavoro famiglia. Le domande principali che si sono proposte sono tutte legate alla migliore condizione delle lavoratrici e della promozione della parità di genere, perché ancora sono soprattutto le donne che devono “fare più conciliazione” e quelle che devono scegliere tra famiglia o lavoro.

Altre questioni che si sono proposte sono per esempio correlate con l’aumento del congedo di paternità, promuovere il tele-lavoro o promuovere il volontariato nel ruolo di badante.

Domande nella squadra:

–          Promuovere la parità tra i sessi: rispondere alla domanda perché sempre sono le donne che devono scegliere tra lavoro e vita familiare?

–          Allungare il congedo di paternità

–          Promozione del telelavoro

–          Maggiori risorse per i bambini

–          Promuovere il volontariato in questo tema

Pero perché sarebbe importante il ruolo del volontario nella conciliazione tra lavoro famiglia?

Negli ultimi due decenni c’è stato un forte aumento del numero di persone che combinano simultaneamente il lavoro e la responsabilità familiare: le famiglie monoparentali, le donne che lavorano e le donne imprenditrici, le coppie in cui entrambi i genitori lavorano fuori di casa, e i genitori più coinvolti nella paternità dei loro figli. In base a questa tendenza, le persone devono affrontare e adattarsi a un conflitto di ruoli. Il conflitto tra lavoro e famiglia è così una delle fonti di stress e i suoi effetti negativi sono ben documentati: aumento dei rischi per la salute per i genitori che lavorano, malfunzionamenti nel ruolo di genitori, minore produttività sul lavoro, meno soddisfazione di vita, l’ansia e lo stress sul posto di lavoro, ecc.

Una delle questione che si sono poste dentro al tema della conciliazione in questo convegno, è l’idea d’ introdurre persone volontarie che possano aiutare le famiglie con grande responsabilità per migliorare la loro qualità di vita. Ciò significa che l’assistenza offerta dalle famiglie può essere più sostenibile. Questo tipo di assistenza potrebbe assumere la forma di quotidiano, regolare, settimanale, mensile, assistenza  periodica o assistenza sostitutiva a lungo termine, a decisione della persona volontaria.

Precisamente questo tema è stato trattato già a qualche altro convegno a cui abbiamo partecipato siamo state, però con formula inversa: il problema della ricerca di persone volontari che non possono fare questa attività perché hanno dei problemi per conciliare. Ne parleremo in un altro articolo.

Noelia Vergel Sastre

“Scopri la tua passione”

                REC-sectorsLa conciliazione tra vita familiare e lavorativa è difficile, ma è ancora più difficile se una persona non è sicura che lavoro che sta facendo sia quello giusto per lui/lei. Il lavoro è grande parte della vita. Avere passione per lavoro che uno fa è un grande regalo: diminuisce lo stress e aumenta la produttività. Se ancora stai cercando la tua passione, guarda questo corso gratuito pubblicato nella pagine web “The muse”. Bisogna solo iscriversi e seguire il corso online (e sapere un po’ d’inglese)!  🙂

https://www.themuse.com/resources/discover-your-passion

 

Conference “Sustainable care for Europe”

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In this interesting conference, that is going to be held on 4 of November in Rome, COFACE and other of its members, will discuss the policies and practices developed at local and national level can support families reconciling work and family life.

 

Often care providers within families are women and sometimes they face some difficulties in reconciling their paid employment with the care providing responsibilities they have, and they often end up dropping out of the labor market. According to the introduction to this conference, this situation “has a serious impact on their possibility to re-integrate paid employment, and directly effects their retirement contributions and their social inclusion, exposing them to a higher risk of poverty and social exclusion”

More information :

http://www.coface-eu.org/en/Events/Sustainable-care-for-Europe/

 

Registrations:

http://www.eventbrite.co.uk/e/a-sustainable-care-system-for-europe-in-the-context-of-reconciling-work-and-family-life-tickets-12907642105?aff=eorg

Verso il mondo: I diversi modelli genitoriali

La conciliazione della vita familiare e lavorativa dipende anche molto dal modo in cui guardiamo e alleviamo i nostri bimbi. Allevare figli in un modo più indipendente lascia il più tempo libero per i genitori. Nel mondo esistono diverse prassi per l’educazione dei bambini, e mentre qualcuna sembra essere molto efficace, altre ci lasciano perplessi…

1) I bambini dal Vietnam sono abituati di andare al vasino già a 9 mesi della vita
Ogni volta che un bimbo inizia a fare il pipì, loro fischiano. Cosi, come nel modello di Pavlov, abituano i bambini a collegare il suono del fischio all’impulso di far pipì. Questo sembra molto strano, ma la maggior parte dei bambini del Vietnam non ha bisogno di pannolini già a 9 mesi.

2) I genitori dalla Danimarca lasciano i bimbi nei passeggini….
…mentre loro sono dentro il supermercato o al ristorante. Lasciare i bimbi nei passeggini senza supervisione, nella maggior parte dei paesi, finirebbe con i genitori in tribunale, ma a Danimarca tutti lo fanno, anche quando viaggiano nei altri paesi.

3) Fare gli adulti
In Giappone i bimbi già da quattro anni possono prendere la metropolitana da soli e scoprire la città senza i genitori.
In Spagna i bambini vanno a letto più tardi: l’obiettivo e che anche i bambini prendano parte alla vita familiare dopo la cena.
In Francia si crede che tutti i piatti si possano amare se si mangino abbastanza volte. Cosi, i bimbi francesi mangiano tutto.

4) I genitori di norvegesi lasciano i bambini a temperature molto basse
Perché si crede che faccia bene alla salute

5) I genitori dentro il Kisii nazione dalla Kenya non guardano i bambini negli occhi
Nella loro cultura guardare qualcuno negli occhi significa dare il potenza a questa persona, dire: “Tu sei il capo!”

Il testo originale – liberamente tradotto – si trova in: http://www.globalpost.com/dispatch/news/culture-lifestyle/140724/global-lessons-parenting

Origini e Rilevanza della Conciliazione nella vita personale, lavoro e famiglia

La necessità di combinare o di conciliare la vita personale, familiare e vita lavorativa non si pone fino a metà del XX secolo. Questo è principalmente una conseguenza di due fattori intrecciati.

In primo luogo, il massiccio inserimento delle donne nel mercato del lavoro e, dall’altro, invece, il progressivo avanzamento nel riconoscimento della parità formale tra uomini e donne.

Questo sviluppo sulla parità, formale, reale, collegato all’uscita della sfera privata della donna, che tradizionalmente era stato relegato alla sfera pubblica, ha causato profonde trasformazioni sociali ed economiche di vario genere. Questi effetti sono diventati un tema di attualità, di grande significato sociale e politico.

Tradizionalmente, nella cultura occidentale è alla donna che è stato assegnato il ruolo di curatrice della famiglia e della casa. Pertanto, anche oggi, è lei che sostiene nella maggior parte dei casi l’onere di conciliare impegni personali, famiglia e lavoro. L’assunzione da parte delle donne di un ruolo pubblico non ha alcun significato né rilasciare il ruolo di vita privata tradizionale o una riorganizzazione dello spazio pubblico, né l’orientamento dei maschi verso il lavoro domestico.
Le donne spesso incontrano difficoltà e ostacoli nell’accesso al lavoro, anche nel rimanere o nel tornare al mercato del lavoro e nella promozione della sua carriera professionale. Tutte queste situazioni, una percentuale elevata, sono la causa e l’origine, gli obblighi sulla famiglia, come la cura dei bambini o anziani non autosufficienti.

È pertanto necessario ruotare l’approccio e costruire e puntare sia alla progettazione che all’attuazione della legislazione, delle politiche e delle azioni, la responsabilità tra il maschio e la donna.

La Corresponsabilità è uno degli obiettivi principali da raggiungere. Non devono essere solo raggiunte le misure di conciliazione dirette a uomini e donne, ma anche devono anche essere richieste e utilizzate allo stesso modo da entrambi. Questa divisione dei compiti tra gli uomini e le donne allo stesso modo e in modo indipendente dal sesso, dovrebbero essere attuate entro casa, dal momento che è il modo migliore per trasmetterlo alle generazioni future.

La bassa presenza di regolamenti, politiche, azioni e misure per facilitare e consentire conciliazione della vita personale, lavoro e vita familiare, sta portando a conseguenze importanti e cambiamenti sociali, come il ritardo nell’età dell’emancipazione dei giovani delle famiglie famiglia, in età di matrimonio e prima nascita o tassi ridotti di nascita. Quest’ultimo effetto porta, a sua volta, a grave risultati come l’insostenibilità dei sistemi di protezione sociale. Tutti questi sono fondamentali conseguenze di vasta portata per gli aspetti della società, dal momento che incideranno profondamente sulla sua struttura. Pertanto l’adozione, la promozione e l’attuazione misure per favorire la conciliazione e si comportano favorevolmente influenzano benefici tutti i membri che compongono.

Testo tradotto dello studio originale “¿QUÉ PERSIGUE LA NORMATIVA DE LA UNIÓN EUROPEA EN MATERIA DE CONCILIACIÓN DE LAVIDA PERSONAL, FAMILIAR Y LABORAL?”

Por: Elena Juaristi Besalduch
Profesora de Instituciones de la Unión Europea de la Universidad CEU Cardenal Herrera (Valencia) Spagna
CIES – Centro de Investigacion de Economia y Sociedad- Nº 96 – Marzo del 2012

Professoressa delle Istruzione dell’Unione Europea della Università CEU Cardenal Herrera (Valencia) Spagna
CIES – Centro di investigazione di Economia e Società

Lo Studio: http://www.grupcies.com/boletin/images/stories/PDFBoletin/articuloii_edic_96.pdf

Noelia Vergel Sastre

Congedo di maternità troppo breve nell’Unione Europea

I membri del Parlamento europeo hanno votato nel mese di ottobre del 2010 una proposta di direttiva, con la quale hanno cercato di estendere il congedo di maternità in tutti i paesi dell’Unione di almeno 20 mesi interi e pagati per le madri. Quattro anni più tardi, questa proposta non è ancora implementata.

Attraverso l’intervista con Iratxe Garcia Perez, un membro attivo del gruppo S & D (Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici) della commissione Parità Parlamento europeo e Presidente del Women’s Rights and Gender Equality Committee – Commissione per i diritti delle donne e parità di genere, scopriamo le ragioni fondamentali per cui questa direttiva non è ancora stata recepita.

Secondo Perez Garcia, una delle ragioni principali è il fatto che, nonostante finora abbiano votato positivamente, non esiste una posizione comune nel Consiglio. Alcuni paesi non sono d’accordo sull’estensione del numero di settimane del congedo di maternità, o sono contrarie al fatto che queste 20 settimane siano interamente retribuite.

Altri motivi fondamentali che Garcia Perez mette in rilievo sono il fatto che non si può approvare una direttiva in anticipo se i membri non iniziano un dibatti toda una prima base utile per avviare i negoziati.
La presidente del Comitato dei diritti delle donne e l’uguaglianza di genere è anche rammaricata perché la parità tra uomini e donne è ancora lungi dall’essere una realtà. Questo fattore è acutizzato dalla crisi economica che “ha colpito in modo significativo la situazione dei gruppi vulnerabili, come le donne.”

Allo stesso modo, ha riconosciuto che “Abbiamo ancora molto da fare nelle politiche europee contro la violenza di genere, la parità di retribuzione tra uomini e donne per lo stesso lavoro, la conciliazione tra vita lavorativa e familiare “.

E voi cosa pensate? Pensate che sarà possibile raggiungere un accordo tra i paesi membri della direttiva europea può andare avanti? Sarà possibile godere di congedo di maternità pagato in pieno per un periodo di almeno 20 mesi? In questo modo si potrebbe raggiungere un accordo tra i paesi?

Aspettiamo i vostri commenti!

Per leggere più sopra l’intervista http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/content/20140714STO52337/html/Maternity-leave-It-would-be-unacceptable-to-be-unable-to-move-forward

Noelia Vergel Sastre

Orari flessibili in Regno Unito

flexi-hoursDalla fine di giugno del 2014, tutti i 30 milioni di lavoratori al Regno Unito hanno diritto di chiedere orari flessibili. Coi tempi moderni è cambiata, e si cambia su base quotidiana, la percezione di un giorno lavorativo. Negli anni ’50 si è formato lo schema che funziona ancora oggi in tanti stati d’Europa – il modello che considera il giorno lavorativo quello trascorso in ufficio dalle 9 alle 17.  Ma oggi, con lo sviluppo tecnologico, questo modello non deve essere la unica scelta – molti giovani mettono l’accento sull’importanza di orari e posti di lavoro flessibili quando cercano lavoro, sembra che per loro questo sia più importante dei soldi che guadagnano.

Con nuova legge nel Regno Unito questo ora è accessibile a tutti, ma come tutte le decisioni anche questa ha i suoi lati positivi e negativi. I datori di lavoro temono che il lavoro non sia eseguito, i dipendenti che debbano svolgere anche il lavoro dei colleghi in cerca di flessibilità. Dall’altro lato oggi esistono tantissime ricerche che dimostrano che con l’orario flessibile aumenta non solo la soddisfazione dei dipendenti ma anche la capacità e l’efficacia di lavoro.

Non ci resta che seguire cosa succederà nel mondo del lavoro nel Regno Unito dopo la nuova legge.

Employers’ Forum for Work Life Balance

cofaceevent

Employers’ Forum for Work Life Balance in Helsinki, Finland on 8-9 September, a an opportunity to provide information and change attitudes, as a myth buster.

This event is jointly organized by COFACE and its Finnish member organization, the Family Federation of Finland (Väestöliitto) in cooperation with the Finnish Ministry of Social Affairs and Health. The conference will take place at The House of the Estates

Employers’ Forum for Work Life Balance a Helsinki, Finlandia 8-9 settembre come un’opportunità per fornire informazioni e cambiare gli atteggiamenti.

L’evento è organizzato congiuntamente dalla COFACE e dalla sua organizzazione membro finlandese, la Federazione delle Famiglie di Finlandia (Väestöliitto) in collaborazione con il Ministero degli Affari sociali e della Sanità finlandese. La conferenza avrà luogo presso La Casa delle Estates.

More information:

http://ey2014.eu/

Registratione participanti:

euemployersforum.eventbrite.com